Crediti Formativi riconoscibili
Con il DM 931/2024 l'Università può riconoscere fino a 48 CFU per attività extracurriculari.
Contesto e finalità
Il DM n. 931 del 4 luglio 2024, pubblicato il 8 luglio 2024 (protocollo del 4/07/2024 alle ore 10:58), è un provvedimento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) che definisce i criteri generali per il riconoscimento dei crediti formativi universitari (CFU) per attività extracurriculari, in attuazione dell'art. 18 del “DL PNRR quater” (DL 2 marzo 2024, n. 19).Cosa prevede il decreto
Ambiti di riconoscimento (Art. 2)
Gli studenti possono ottenere CFU per:
- Conoscenze e abilità professionali certificate, anche acquisite tramite formazione post-secondaria.
- Attività formative svolte presso istituti di formazione della Pubblica Amministrazione, o altre attività post-secondarie progettate o realizzate con la collaborazione dell’università.
- Riconoscimenti sportivi, ad esempio conseguimento di medaglie olimpiche/paralimpiche o titoli di campione mondiale, europeo o italiano riconosciuti dal CONI o CIP.
- 48 CFU per i Corsi di Laurea triennale e per i Corsi di Laurea Magistrale a ciclo unico.
- 24 CFU per i Corsi di Laurea Magistrale.
- Il riconoscimento può essere richiesto più volte nel corso della carriera, purché il totale non superi i limiti sopra indicati, e non si applichi nuovamente per laurea magistrale ciò già riconosciuto per laurea triennale.
- Le attività devono essere certificate secondo la normativa vigente. Per attività svolte in Pubblica Amministrazione, è sufficiente un'autocertificazione (art. 46, DPR 445/2000); per altre strutture, è necessaria una certificazione ufficiale che specifichi ore, valutazione e competenze acquisite.
- Todas le università devono prevedere le modalità nel proprio regolamento didattico, garantendo la coerenza con gli obiettivi formativi e i risultati attesi del corso di studio.
Perché è importante
Il decreto:- Accresce la flessibilità del percorso universitario, valorizzando le esperienze e competenze pregresse.
- Supporta l’inclusione e l’equità, favorendo il riconoscimento di esperienze formali e non formali (utile ad esempio per studenti rifugiati o lavoratori).
- Favorisce la personalizzazione dei percorsi di studio in linea con la Missione 4 del PNRR e con le direttive sul lifelong learning.
Scarica il decreto